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Nel panorama economico mondiale attuale, è sempre maggiore la richiesta di una figura professionale competente in ambito internazionale, priva di "barriere geografiche", abile nell'integrarsi in nuove società e nuove culture. Ecco perchè la scelta di creare un blog dove poter analizzare articoli internazionali utili ad ampliare gli orizzonti della nostra mente. Il confronto e la ricerca sempre più accurata di notizie ci rende flessibili e quindi aperti alle novità, abili ad abbattere le "barriere geografiche" che ci circondano.

mercoledì 7 marzo 2012

Brasile si, Brasile no?


"Brazil's sharp slowdown—the economy grew 2.7% in 2011, down from 7.5% in 2010—is the latest sign of the limits of big emerging market economies to continue to drive global growth amid a developed world slowdown. Though Brazil's economy surged 7.5% in 2010, a matrix of economic obstacles, from high tax rates to inflation and an overvalued currency are likely to prevent the economy from returning to anything like those blazing speeds in the near future, economists say."

" But even if things go right, economists predict Brazil will eke out around 3.5% growth, below the government's more optimistic forecasts—and far below what many investors say is the potential for an economy with rich stores of iron ore, oil, soy, beef and other commodities."

 "What's amazing is we're talking about how hard it will be for Brazil to get to back to 3.5% growth, which in the end isn't that great a number," said Alberto Ramos, a Goldman Sachs economist

In questo inizio di 2012 si sta assistendo a una sorta di ridimensionamento delle previsioni e stime di molte delle realtà economiche facenti parte del BRIC. Ieri abbiamo parlato della Cina e dell'abbassamento del tasso di crescita obiettivo dell'anno ( vedi qui), oggi invece introduciamo una riflessione su un altro "big" dei paesi in via di sviluppo: il Brasile. Difficile mettere a paragone i due paesi poichè estremamente differenti sia a livello politico-amministrativo, sia a livello di materie prime presenti entro i propri confini. L'elemento in comune dei due si sta invece configurando in questo ultimo periodo e per essere più specifici negli ultimi 4 mesi del 2011, dove sia Cina che Brasile hanno subito una riduzione di Pil non indfferenti rispetto a quanto maturato nei periodi precedenti.
Ora si va parlando di un Brasile che nel 2012 nonostante la sua economia fiorente dovrà superare diversi ostacoli per poter raggiungere l'obiettivo 3,5% GDP annuale.
Arriviamo quindi al punto utile ad avviare la discussione: Cina e Brasile si stanno assestando sempre più verso una condizione di paese consolidato; tra i due, in quale paese avviereste il vostro ipotetico business? Fuoco alle polveri...

WSJ article here

4 commenti:

  1. Brasile, Gabry, ricordo a tutti come le Olimpiadi hanno un impatto economico pazzesco nell'economia del paese ospitante e ricordo che nel 2014 il Brasile ospiterà i Mondiali di calcio mentre nel 2016 le Olimpiadi estive...
    --> ingenti somme di denaro verranno versate per ristrutturare tutto, infrastrutture sanità e turismo, ho letto l altro giorno che stanno cominciando a sgomberare parte delle favelas.
    Comunque dopo il 2016 tutto cambierà ;) magari la mia scelta sarà inversa..

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  2. Thumb up per Riky!
    Unico aspetto da considerare è il fatto che indubbiamente organizzare eventi planetari porta e accrescere produttività ad un paese, ma lo fa per un periodo limitato, bisognerà vedere se questo fresh cash flow potrà essere sfruttato anche dopo l'evento.

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    1. esatto... cmq un giretto in Brasile se mi laureo prima del 2014 si farà :) poi ti dico... tu cosa scegli tra le due??

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  3. Sarei combattuto ma sceglierei Brasile, sia per livello di sanità, governo democratico, diritti alla popolazione, cultura

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