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Nel panorama economico mondiale attuale, è sempre maggiore la richiesta di una figura professionale competente in ambito internazionale, priva di "barriere geografiche", abile nell'integrarsi in nuove società e nuove culture. Ecco perchè la scelta di creare un blog dove poter analizzare articoli internazionali utili ad ampliare gli orizzonti della nostra mente. Il confronto e la ricerca sempre più accurata di notizie ci rende flessibili e quindi aperti alle novità, abili ad abbattere le "barriere geografiche" che ci circondano.

lunedì 23 luglio 2012

Germany...perhaps the first of the last!


 The latest data show growth slowing as austerity measures across the region curb Europe’s demand for German-made cars, machinery, and more."

German manufacturing shrinking at the fastest pace in three years. German retail sales  fell for a second month in May. Unemployment climbed in June for the fourth month this year. “The German economy is clearly slowing down, and a contraction in the second quarter looks possible” "

Export growth to China has dropped to 6 percent. In China “the slowdown is concentrated in investment and heavy industry,” Germany’s specialty, says Andrew Batson "

“An economic slowdown in Germany could mean that Italy and Spain would have to do without this growth stimulus” "


La Germania, come molti dei lettori sapranno, oggi giorno riesce a "dormire sogni relativamente leggeri" grazie allo sforzo compiuto nel 2000 con l'attuazione di riforme sul mercato del lavoro, incrementando così produttività, salario e soprattutto ottenendo un contenimento dell'inflazione. Grazie a tutto ciò ha sfruttato la debolezza della moneta e della domanda europea, rivolgendosi con una elevata quota della propria capacità produttiva oltre i confini europei, in particolar modo verso quelli delle nazioni facenti parte del BRIC. Sfruttando le proprie industrie manifatturiere di maggior spessore, l'elevato livello di tecnologia a disposizione, la Germania è riuscita a registrare una forte crescita, la quale a livello di export ha toccato costantemente negli anni la doppia cifra percentuale.
Come spesso accade però, essere i migliori entro una realtà difficile ed affannosa come l'UE non vuol dire essere al riparo ed al sicuro da ogni problema, anzi si rischia di essere i primi degli ultimi.
Ed è proprio quello che negli ultimi anni a questa parte abbiamo assistito; infatti, in una realtà dove Irlanda, Grecia, Spagna, Portogallo e sfortunatamente la nostra cara Italia, faticano e non poco, facendo addirittura parlare di una uscita dall'Euro, che la Germania ha innalzato ritta nel cielo la propria bandiera, il proprio orgoglio e solidità cercando di guidare le altre nazioni verso la salvezza, seguendo il piano strategico fondato sulla famosa Austerity.
La perdita di focus entro i propri confini e i trend oltre Europa, ha fatto si che anche la locomotiva trainante europea iniziasse a dare segni di affanno e di rallentamento.
Non a caso il settore manifatturiero tedesco è affondato in maniera pesante negli ultimi tre anni, portando con se la riduzione delle vendite retail, disoccupazione crescente, domanda in rallentamento per il settore automobilistico, e dei macchinari ad alta tecnologia.
Seguendo sempre questo trend negativo le esportazioni verso la Cina, primo paese partner a livello commerciale in termini di volumi, sono calate precipitosamente fino al solo 6% in Cina.
E' doveroso però aggiungere come questa contrazione sia dovuta in particolar modo al rallentamento dell'economia cinese di questi ultimi due anni.
Detto questo, è da sottolineare che la Germania non sia ancora in crisi ed emergenza, a differenza di molti altri stati europei, ma che se nulla si smuoverà verso un cambiamento netto e definito, rischierà di essere risucchiata entro un vortice vizioso di inflazione, stagnazione e disoccupazione crescente.
Sempre grati saremo alla Germania per i tentativi di salvataggio dell'Europa, ma se quello che si profila essere il leader non è altro che il primo degli ultimi, molti dubbi e incertezze iniziano a sorgere...

BusinessWeek article here

martedì 3 luglio 2012

Ireland, the return



" Dublin will return to international debt markets on Thursday for the first time since it was forced to a European Union and International Monetary Fund bailout "

Ireland’s National Treasury Management Agency said on Tuesday it would sell €500m worth of bills maturing on October 15 in the first debt auction it has held since September 2010. "

" The delay most likely reflects caution by the NTMA given renewed tension in European bond markets in recent weeks " said Mr MacCoille.

The agency is taking advantage of growing investor confidence in the country prompted by last week’s European summit deal, which paved the way for Europe’s new bailout fund, the European Stability Mechanism (ESM), to invest directly in banks "


Notizia di questi giorni, che "riecheggia" nel tumultuoso e frenetico mondo finanziario europeo, è l'imminente ritorno dell'Irlanda nel mercato aperto dei titoli di stato.
Sempre restando fedeli alla fonte, verranno emessi €500 milioni in titoli, che matureranno interessi il 15 Ottobre, sfruttando così l'iniezione di fiducia degli investitori dovuta alla buona riuscita del summit europeo avvenuto settimana scorsa, con il quale si è giunti alla formulazione di un nuovo fondo salva-stati.
A causa del collasso finanziario che ha investito questo paese nel 2010, la banca centrale ha dovuto iniettare €64 miliardi nelle casse delle proprie banche, ed ora, passata la fase più nera di questa crisi, il governo irlandese sta spingendo per riuscire a ridurre il peso del debito dalle spalle dei propri contribuenti, per "traslarlo" verso i sottoscrittori europei di titoli statali irlandesi. In tal modo il governo spera di ridurre il proprio debito nazionale dal 117% del prodotto interno lordo ad un livello inferiore al 100% entro il 2013, rendendo così maggiormente appetibili i propri titoli nel mercato.
Sarà l'inizio di una nuova Irlanda quanto mai felice di essere sempre meno al verde?