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Nel panorama economico mondiale attuale, è sempre maggiore la richiesta di una figura professionale competente in ambito internazionale, priva di "barriere geografiche", abile nell'integrarsi in nuove società e nuove culture. Ecco perchè la scelta di creare un blog dove poter analizzare articoli internazionali utili ad ampliare gli orizzonti della nostra mente. Il confronto e la ricerca sempre più accurata di notizie ci rende flessibili e quindi aperti alle novità, abili ad abbattere le "barriere geografiche" che ci circondano.

venerdì 27 aprile 2012

The fight for China’s rich in the Inner Mongolia's desert.


" Forget Beijing or Shanghai. Porsche AG, Maserati and Bentley Motors Ltd. are taking the fight for China’s rich to the deserts of Inner Mongolia. "

Christian Mastro, Lamborghini’s Asia-Pacific general manager, agrees future growth may lie inland. The concentration of mining and coal industries in those cities makes them “very important” to China, which may become the world’s largest market for luxury goods in the next decade.
Helped by a government-led push to boost mining production, cities such as Ordos -- whose average estimated economic growth has exceeded 20 percent annually for the past decade -- have prospered, beating the national average "

Luxury-car showrooms are sprouting in rural cities from Ordos to Chairman Mao Zedong’s birthplace of Changsha as growth slows in the nation’s eastern coastal megacities, where premium- vehicle ownership levels already exceed those of the U.S. and U.K. That means central and western China may fuel the next phase of growth for both high-end and mainstream carmakers vying in the world’s biggest automobile market. "

Major cities such as Shanghai, Beijing and Guangzhou powered the initial phase of the auto demand boom, expansion into the inner provinces and smaller cities is a natural aspect of the evolution of the car market and will be an ongoing process in the medium and long term." 

Luxury cars accounted for 24 percent of vehicles in Beijing in the first half of 2011, more than double the 11 percent U.S. average, according to the report. "

La Cina è da tempo la nazione nella quale uno dei mercati più fiorenti, come quello dei beni di lusso, riesce ad ottenere la maggior parte del proprio fatturato annuale, utile sia allo sviluppo per molti dei players del settore, che per la sopravvivenza di altri in periodi di crisi come quella attuale.
Negli anni precedenti l'area ad est della costa cinese ha rappresentato per le case automobilistiche europee e non solo " l'Eldorado", in quanto zona ad alto potenziale di crescita unita ad una elevata densità di ricchezza.
Oggi questa tendenza sta andando verso una fase molto più mitigata, in quanto la Cina sta lentamente "rallentando" la propria mostruosa crescita degli anni passati, ma a pari passo con questo trend si può assistere ad un graduale incremento di welfare nell'intera nazione, cosa che precedentemente avveniva solo in aree delimitate.
Per le case produttrici di auto di lusso la nuova frontiera per lo sviluppo è rappresentata dalle aree interne, ed in particolare la regione dei deserti della Mongolia Interna. Questa regione infatti grazie alla concentrazione di risorse minerarie e di carbone, è considerata molto importante per lo sviluppo economico della Cina, la quale nel prossimo decennio, molto probabilmente, diverrà  il più grande mercato di beni di lusso a livello globale.
Molte città di questa regione, aiutate mediante sussidi statali volti all'incremento delle attività di produzione mineraria, hanno prosperato grazie a una media di crescita annua pari al 20%, la quale ha superato il livello medio nazionale per un periodo di circa 10 anni.
Grazie a questo sostanzioso incremento di risorse e ricchezza monetaria, anche queste aree si stanno affacciando verso il mercato del lusso, ed in particolare verso le luxury cars europee.
Se si pensa che solo nell'area di Pechino il 24% delle auto in circolazione siano di questo segmento, e che la media statunitense si attesti "solo" all'11%, si può intuire come l'interesse di case come Ferrari, Porsche, Lamborghini ecc. sia estremamente legittimo.
La nuova fase di espansione è dunque l'area interna della Cina, che vede sempre più l'avvento di nuovi ricchi pronti a spendere cifre elevate in "giocattolini" da 300Km/h.
Sarà forse la fine del comune insulto che tutti noi attribuiamo ad amici poco svegli?


Samsung ends Nokia as World’s Biggest Phone Maker


Samsung Electronics Co. (005930) overtook Nokia Oyj (NOK1V) as the world’s biggest vendor of mobile phones for the first time, ending the Finnish company’s 14-year run as the global leader "


Samsung shipped 93.5 million handsets in the first quarter, 36 percent more than a year earlier, compared with 82.7 million for second-ranked Nokia "


" The South Korea-based Samsung post first-quarter net income today of $4.5 billion "


Nokia reported a 1.34 billion-euro ($1.8 billion) first-quarter operating loss after handset sales slumped. "


“ Last year Samsung became No. 1 in Europe while Nokia retained the No. 1 position in most emerging markets 


" We expect Samsung took a lot of market share from Nokia in Asia. China and India were the two biggest markets where Samsung gained."


Nokia dropped as much as 2.5 percent to 2.69 euros, the lowest price in more than 15 years based on closing prices, Samsung gained 2.5 percent to a record 1,374,000 won at the close in Seoul. "


" Samsung also regained the lead from Apple as the world’s biggest vendor of smartphones in the first quarter "


Non è una novità che Nokia, leader incontrastata del mercato della telefonia mobile per 14 anni, fosse in una profonda crisi da ormai parecchio tempo. Quello che sorprende è che nonostante questi anni bui, la società finlandese fosse ancora leader mondiale in volumi di vendita. 
In questi anni di crisi è riuscita a mantenere tale posizione grazie alla sua leadership in molti mercati emergenti, ma ha costantemente perso quote di mercato negli orizzonti occidentali come Europa e Stati Uniti.
E' di oggi infatti la notizia che Samsung sia diventata leader mondiale in termini di volumi di vendita di dispositivi telefonici mobili, portando a segno un incremento del 36% di vendite rispetto all'anno precedente, attestandosi su 93,5 milioni di dispositivi venduti nel primo trimestre del 2012.
Grazie a questo sostanzioso incremento trimestrale, Samsung ha totalizzato un utile netto di $ 4,5 miliardi.
E' normale dunque aspettarsi che Samsung continuerà la sua corsa all'erosione delle quote di mercato Nokia in Asia ed India, consolidando invece le posizioni ottenute in Europa e Usa.
Samsung,nel primo trimestre del 2012, ha inoltre ripreso il "testimone" di leader dalle mani di Apple  per ciò che concerne il volume di vendita di  smartphones.
Che il colosso sudcoreano guadagnerà sempre più terreno a livello mondiale è fuor di dubbio, ma che ne sarà della casa produttrice di molti dei nostri primi cellulari avuti in gioventù?

martedì 17 aprile 2012

As Goes Apple, So Go the Markets?

Che Apple sia un colosso del mercato Usa è una informazione oramai del tutto superflua, ma ciò che la società con sede a Cupertino causa al mercato non risulta esserlo.
Nei precedenti 5 giorni  Apple ha fatto registrare perdite in serie, che hanno portato il titolo ad una quotazione pari a circa 580$  per share (nella giornata di oggi il titolo ha superato nuovamente la quota 600$ per share), portando alla luce la stretta relazione che intercorre tra l'andamento del titolo e gli indici di mercato S&P 500, Nasdaq Comp., e Nasdaq 100. Si può notare infatti come la "bad run" di Apple abbia influenzato in modo pesante l'intero andamento del mercato, sottolineando così il suo importante, ma forse eccessivo, ruolo all'interno dell'economia statunitense.
Tutto ciò porta a chiedersi : Apple è diventata il primo e "unico attore del mercato"?

venerdì 13 aprile 2012

Facebook's IPO a real game changer or only a bubble?


" When an eight-year-old social media company plans to go public with a valuation that could run as high as $100 billion, investors have every reason to be cautious. But for all the coverage of Facebook's IPO, expected in May, real analysis of its soon-to-be-available stock has been in short supply. "


Facebook boasts the best attributes of a young company (lightning growth) and a mature one (hefty profits) "


Its sales are increasing at an 88% compound annual rate. And the company is a prodigious cash generator, earning $1 billion last year on $3.7 billion in sales. That makes its profit margin, adjusted for the cost of capital, equal to that of Microsoft (MSFT), a legendary cash juggernaut. "


Of course, there's the matter of Facebook's $100 billion valuation, which means a price/earnings ratio of 100 for its shares. "


To justify its stock price today, Facebook would need to record $68 billion in sales by the end of 2022 -- a scorching 34% compound annual growth rate (CAGR) for a full decade, assuming it maintains its current margins. "


" If Facebook were to deliver a CAGR of 25%, which would normally qualify as off-the-charts performance, Sterling estimates that Facebook's stock would be worth 50% less than its IPO price."


Si avvicina sempre di più la fatidica data dell'entrata nel mercato azionario da parte di Mr. Zuckerberg e del suo colossale social network.
Come chiaramente prevedibile, gli analisti di tutto il mondo hanno iniziato a dare vita a dettagliate valutazioni di carattere finanziario e di sostenibilità di investimento sul titolo in questione.
E' emerso che nonostante l'incredibile successo in questi 8 anni di gloriosa vita, Facebook non "meriti" una valutazione pari a 100 miliardi di dollari, pur avendo indici di crescita spaventosi.
E come non dare torto agli esperti? In fondo stiamo parlando di un social network il quale è esclusivamente basato sulla tendenza del momento, e che in termini di economia reale ha ben poco a cui aggrapparsi per giustificare una tale valutazione.
Qui di seguito proponiamo un video, sempre prodotto da Fortune, nel quale vengono analizzati alcuni aspetti da tenere a conto su social network del momento.



                                

Che Facebook sia un colosso, il cui successo resta invidiabile per molte compagnie della Silicon Valley è indiscutibile, ma sarà davvero così da qui ad un prossimo futuro?


Fortune article here

mercoledì 11 aprile 2012

The Child Inventor and Entrepreneur


Oggi parliamo di un argomento di svago, ma sempre legato all'imprenditoria, ed in particolare all'immaginazione, alla creatività, ed alla tenacia che è d'obbligo se si vuole ottenere successo nella realtà imprenditoriale moderna.
Lo facciamo attraverso gli occhi di un bambino di 9 anni, Caine, sogni,voglia di svago e conquista che tutti i ragazzini della sua età hanno.
Buona visione....vi scoprirete sicuramente sorridere

                               



"What Nirvan sees in Caine, and what we can now all see through Nirvan’s film, is what creativity and entrepreneurialism look like in their nascent state. Nirvan recognizes the building of these elaborate, imaginative worlds as being akin to his own stop-motion sets. This is what creative people do, from filmmakers to the founders of tech startups, they believe into these worlds and make them real."




Forbes article here

martedì 3 aprile 2012

Iceland,cooler for all the world's informations?



" On the southwestern tip of Iceland, housed in a former NATO air base, a new $700 million data center is waiting to host the world’s information. "


" Björgólfur Thor Björgólfsson, the country’s first billionaire, is trying to capture a slice of a rapidly growing market: green data centers."


Investment in energy efficient server farms will climb to $41 billion by 2015 "


" Iceland happens to be a rare spot on the earth where there is a convergence of attributes that tick all the boxes,” says Jeff Monroe, chief executive officer of Verne Global, Björgólfsson’s venture. “You have 100 percent renewable energy. We can do 100 percent free cooling."


 The project relies on renewable energy from hydroelectric and geothermal power plants. The site is equipped with heat wheels that funnel hot air out and cool air in, a lower-cost alternative to standard air conditioning. "


In the U.S. at least one-quarter of a data center’s operating costs are spent on cooling."


" Verne’s Monroe argues that the country’s position at the midpoint of the Atlantic is an asset rather than a liability. “You’ve got a tremendous opportunity for centralizing data that would need to be replicated in Europe and North America. "


L' Islanda ha finalmente ritrovato competitività e solidità a livello economico e politico nel panorama mondiale? E' riuscita a rialzare la testa dopo il crack a livello finanziario del 2008?
Si può rispondere a questi interrogativi certamente con responsi positivi, infatti " Iceland's financial position has steadily improved since the crash. The economic contraction and rise in unemployment appears to have been arrested by late 2010 and with growth underway in mid 2011." ( wiki source
L'Islanda sta cercando di reinventare se stessa e dare nuovamente inizio alla fiorente condizione economica pre-crisi, proponendosi come "il paradiso" e centro di sicurezza per database di tutto il mondo, poichè ideale a livello geografico per la sua posizione centrale tra Europa e Nord America.
A questo si aggiunge il fatto che l'Islanda possa contare sulla produzione di energia rinnovabile nell'ordine del 100%. Se si considera che negli USA all'incirca un quarto dei costi di gestione dei data center è da imputare al raffreddamento degli stessi, si può intuire come investendo in Islanda si possa contare su una forte riduzione dei costi di gestione.
A tutto ciò si deve aggiungere anche il business dei "green data center" che è previsto in rapida scalata a livello mondiale fino a un picco di $ 41 miliardi entro il 2015 .
Tale previsione è strettamente correlata alla tendenza che ultimamente sta coinvolgendo molte delle più grandi firme tecnologiche mondiali: Google ha insediato i suoi data center nel sud della Finlandia, Facebook lo farà in Svezia nei dintorni del Circolo Polare, Microsoft sta valutando invece l'Islanda, mentre la NATO ha già provveduto a costruire un centro del valore di $ 700 milioni in questo che sembrerebbe essere "l'Eden dei data center".
Sarà davvero l'inizio di una nuova "età dell'oro" per questa piccola nazione?


Busineweek article here