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martedì 3 aprile 2012

Iceland,cooler for all the world's informations?



" On the southwestern tip of Iceland, housed in a former NATO air base, a new $700 million data center is waiting to host the world’s information. "


" Björgólfur Thor Björgólfsson, the country’s first billionaire, is trying to capture a slice of a rapidly growing market: green data centers."


Investment in energy efficient server farms will climb to $41 billion by 2015 "


" Iceland happens to be a rare spot on the earth where there is a convergence of attributes that tick all the boxes,” says Jeff Monroe, chief executive officer of Verne Global, Björgólfsson’s venture. “You have 100 percent renewable energy. We can do 100 percent free cooling."


 The project relies on renewable energy from hydroelectric and geothermal power plants. The site is equipped with heat wheels that funnel hot air out and cool air in, a lower-cost alternative to standard air conditioning. "


In the U.S. at least one-quarter of a data center’s operating costs are spent on cooling."


" Verne’s Monroe argues that the country’s position at the midpoint of the Atlantic is an asset rather than a liability. “You’ve got a tremendous opportunity for centralizing data that would need to be replicated in Europe and North America. "


L' Islanda ha finalmente ritrovato competitività e solidità a livello economico e politico nel panorama mondiale? E' riuscita a rialzare la testa dopo il crack a livello finanziario del 2008?
Si può rispondere a questi interrogativi certamente con responsi positivi, infatti " Iceland's financial position has steadily improved since the crash. The economic contraction and rise in unemployment appears to have been arrested by late 2010 and with growth underway in mid 2011." ( wiki source
L'Islanda sta cercando di reinventare se stessa e dare nuovamente inizio alla fiorente condizione economica pre-crisi, proponendosi come "il paradiso" e centro di sicurezza per database di tutto il mondo, poichè ideale a livello geografico per la sua posizione centrale tra Europa e Nord America.
A questo si aggiunge il fatto che l'Islanda possa contare sulla produzione di energia rinnovabile nell'ordine del 100%. Se si considera che negli USA all'incirca un quarto dei costi di gestione dei data center è da imputare al raffreddamento degli stessi, si può intuire come investendo in Islanda si possa contare su una forte riduzione dei costi di gestione.
A tutto ciò si deve aggiungere anche il business dei "green data center" che è previsto in rapida scalata a livello mondiale fino a un picco di $ 41 miliardi entro il 2015 .
Tale previsione è strettamente correlata alla tendenza che ultimamente sta coinvolgendo molte delle più grandi firme tecnologiche mondiali: Google ha insediato i suoi data center nel sud della Finlandia, Facebook lo farà in Svezia nei dintorni del Circolo Polare, Microsoft sta valutando invece l'Islanda, mentre la NATO ha già provveduto a costruire un centro del valore di $ 700 milioni in questo che sembrerebbe essere "l'Eden dei data center".
Sarà davvero l'inizio di una nuova "età dell'oro" per questa piccola nazione?


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